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Villa Telesio – Atti degli apostoli, II

24 Aprile, 2008

Cormorani meccanici polifasici

Ubriacature bebop

Automi elettrificati

Nudità matriarcali

Fenici anoressiche

Scimmie spaziali

Manovelle, binocoli, globi di vetro, baldacchini movibili

Scafandri oceanici

Mantidi religiose trasudanti olio di motore

Spezie essiccate da negri della Terza Zanzibar

Quando ancora Christo riposava esangue nei fondali oceanici, tra rottami di Transatlantici della grande era del Jazz, quando ancora non era stato aperto il Nero n°2, la “profumata” Torah non aveva disvelato l’arcaico orrore, il Norge non era riemerso dai ghiacci Antartici con il suo blasfemo segreto, quando ancora il sommergibile Sovietico Leviathan non aveva restituito gli appunti di Nikola Tesla, quando le sue bobine e il suo tubo di Geissler non incominciarono inspiegabilmente a funzionare e a segnalare il “numero tre”, quando i primi esperimenti di Transcomunicazione strumentale diedero i primi risultati, quando tutto questo era solo agli albori qualcosa di sublime profumava l’aria, treni transcontinentali sferragliavano su rotaie metalliche, passando per la Carpazia e foreste di conifere, empori mediorientali conoscevano la potenza acre dell’elettrificazione, e Villa Telesio rinasceva nella primavera del nuovo secolo.

Mi è stato chiesto in numerosissime conferenze, soprattutto in Canada credo, quando nacque Villa Telesio…ora in effetti non ho mai risposto sinceramente a queste domande ma non per un’affezione particolare all’oscuro o al mistero ma perché a rigor di logica è una domanda postulata erroneamente.

In effetti prima di tutto, se si vuole intraprendere un approccio accademico bisognerebbe chiederci che cosa sia Villa Telesio.. a volte, a volte dico, esistono delle cose che difficilmente possono essere spiegate con le semplici parole ma poiché con le parole stesse nei secoli l’uomo ha cercato di definire l’essenza di Dio non posso anche io astenermi dal provare a definire quello che io considero la mia “ esperienza piu traumatica”. Ho usato non impropriamente questa espressione perché se evitassi di usare tutta una serie di aggettivi “orrorifici” la mia mente vacillerebbe di fronte alla forza di particolari eventi, perché a volte la dottrina scientifica getta nel baratro chi apprende conoscenze oscure, ed allora voglio riferirmi al mio passato solamente con le poche armi che mi sono concesse, ed in qualche modo non approfondire per non impazzire completamente…bè, detto questo posso senza troppa esitazione affermare che l’origine del male ebbe luogo quando in Etiopia venne ritrovata l’unica copia esistente del film Nepalese : “Salomè” diretta da Ugo Falena..Ora, prima di continuare è doveroso fare delle precisazioni: primo, nel 1910 il Nepal aveva case di produzione cinematografiche? Secondo: che cosa ci faceva una copia pseudoepigrafica di Salomè del regista italiano Ugo Falena in Etiopia? Si dice, ma qui entriamo nel territorio della mitologia e quindi delle ombre grott(esc)e Platoniche, che nei primi anni del secolo Ugo F. si sia recato in Nepal per una spedizione naturalistica al seguito di Beniamino Torelli, il quale era un noto naturalista Mantovano nonché un fedele sostenitore delle Teorie Lombrosiane; comunque una volta arrivati in Nepal il regista fu molto impressionato da antiche costruzioni risalenti a più di 3000 anni addietro. Quando la spedizione ritornò in Italia Ugo F. dichiarò di voler girare un film su Salomè, la principessa giudaica che fece decapitare Giovanni Battista.

La produzione impiegò solamente 2 mesi per girare il film ma i finanziamenti erano molto superiori per un film di basso costo come quello del regista. Quello che non è noto è che Falena cadde in un forte stato depressivo e per un periodo si rinchiuse solitario in casa. Inspiegabilmente un giorno spari’ e nessuno ne seppe più niente. Si dice che fuggi in Nepal, in preda ad una febbre debilitante che lo stava uccidendo. Quando raggiunse il vecchio campobase della spedizione arruolò dei nativi del luogo per girare (con i soldi in esubero della produzione italiana) una nuova versione della storia di Salomè. L’ambientazione anacronistica (il Nepal non è certo la giudea e i nepalesi non hanno certamente fattezze ebraiche) fecero del film qualcosa di esotericamente blasfemo. Ovviamente nessuno seppe mai niente di tutto questo ne del perché poi lui fuggi con l’unica copia ( 3 bobine di celluloide in tutto) in Etiopia…il fatto è che inevitabilmente la morte sopraggiunse e del film se ne persero le tracce.

Nella primavera dell’anno Domini 2006 un ragazzo tedesco di Wuppertal venne ad abitare in Villa Telesio, ed ovviamente non destò sospetti in quanto Perugia città Universitaria.

Coinquilino eccellente imparò nel giro di pochi mesi la lingua ed anzi la sua socievolezza lo rendeva gradevole in qualsiasi occasione mondana. Va qui ricordato che durante la seconda guerra mondiale i Nazisti entrarono in possesso della lancia che secondo la leggenda trafisse il costato di Cristo, la lancia di Longino appunto, e che secondo la tradizione avrebbe poteri ultraterreni in quanto imbibita del sangue di Dio. Tornando a Benedikt, il ragazzo tedesco, bisogna tenere a mente che, dopo un primo momento incominciò a manifestare segni di allontanamento, sia “personale” che sociale.

Scambiata all’inizio per semplice introversione in realtà era la manifesta espressione di nevrosi indotta. Infatti sotto Villa Telesio, i tedeschi prima della caduta del Terzo Reich avevano nascosto l’unica copia esistente di Salomè che avevano recuperato in Etiopia nell prime incursioni in territorio africano. Benedikt era un ragazzo di umile estrazione ma tra i suoi antenati annoverava dei seguaci di una setta esoterica chiamata “ La Rinascita”. Anche se lui ne era all’oscuro, sua sorella ne rimase molto impressionata leggendo un antico libro di famiglia in cui erano menzionati ancestrali rituali. Pian piano che la sua conoscenza si spingeva avanti la sua follia aumentava finchè non entrò in contatto con una comunità Etiope presente a Wuppertal e si fidanzò con un negro Etiope.

La comunità non era nient’ altro che l’altra faccia della stessa medaglia della setta tedesca. La sua presenza nella tranquilla cittadina tedesca non era ovviamente casuale. La sorella pertanto, attraverso la pratica di antichi essoterismi “costrinse” Benedikt a desiderare di andare a studiare in Italia e soprattutto a Villa Telesio, perché era leggenda che li fossero nascoste le tre bobine di Salomè. Una sera, quando la casa era deserta, Benedikt scavò nell’antico giardino pensile della casa e rinvenne l’arcaico orrore. Infatti la celluloide era contaminata da larve dormienti di esseri ultraterreni, che dallo spazio profondo lasciarono 3000 anni fa le loro larve in Nepal e che furono adorati duranti i millenni come divinità. Ogni religione esistente in realtà è la semplice trasfigurazione razionale dei “Grandi antichi”. Non voglio qui soffermarmi oltre su questi argomenti ma vi basti sapere che le larve incominciarono a dischiudersi ed a entrare sotto la pelle delle persone e che da quel momento la storia non è più stata come prima, e nuovi nomi uscirono dall’abisso del nulla, come quello di John Titor o del Chupacapra, ma questa è un’altra storia…

In fede

Associato numero 099

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