
Maestri italiani del XX secolo
22 Maggio, 2008
Oltre cento opere per raccontare i più rappresentativi e importanti maestri dell’arte italiana e i diversi linguaggi e stili che si sono sviluppati soprattutto nella prima metà del Novecento. È la mostra “Maestri italiani del XX secolo”, alla Rocca Centro per l’Arte Contemporanea di Umbertide (PG) dal 25 maggio al 5 ottobre. Il percorso espositivo affianca, ad ogni opera, un breve testo, in modo da creare un percorso didattico che ripercorra la storia dell’arte di un secolo.
La rivoluzione operata in campo artistico e ideologico da Balla e Boccioni, interpreti geniali di quello slancio futurista che aprì la strada alle avanguardie italiane; il mito della velocità e del dinamismo che si lega ad un nuovo concetto di arte; il passaggio, ad opera dei Futuristi, dal semplice concetto di rappresentazione alla necessità di un’azione concreta sul mondo; i temi della modernità, del progresso e di una visione ottimista e progressista tradotti in arte: queste alcune delle temiatiche rappresentate dalle opere esposte in mostra.Si passa poi al movimento della Metafisica, rappresentato in mostra da importanti opere di De Chirico, che ne fu l’interprete principale, ma anche di Carrà e De Pisis e da un nucleo di lavori di Casorati, che evidenziano la declinazione in senso classico della nuova corrente artistica.
Per restituire una panoramica completa e coerente dei movimenti artistici del XX secolo, nella mostra “Maestri italiani del XX secolo” non poteva mancare un confronto con il tempo e con gli eventi storici dell’epoca, in particolare con l’ascesa e il declino del Fascismo in Italia, che molto hanno influito sui percorsi formali, tematici e ideologici di quanti hanno usato l’arte anche come arma culturale per contrastare oppure propagandare il regime.
E’ il caso, ad esempio, di Mario Sironi, artista ampiamente rappresentato in mostra, che scelse di interpretare il trionfalismo del regime attraverso robuste figure dalla spiccata componente plastica per approdare, infine, ad una visione eroicamente tragica della realtà. Una sezione molto ampia è dedicata alle tendenze “anticlassiche” della cosiddetta “Scuola Romana” che attraverso il lavoro di artisti quali Guttuso, Mafai, Scipione e Pirandello, si impone come voce dissonante, interprete dei segni di crisi e profondo turbamento che accompagnarono l’Italia negli anni Trenta e nella delicata fase del dopoguerra. Su questo gruppo di artisti spicca la figura di Corrado Cagli, a cui è dedicato ampio spazio all’interno della mostra, artista raffinato ed eclettico e maestro indiscusso del Novecento.
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Credo che sia stata un’esperienza disorientante, non tanto per il prezzo del biglietto esoso (5 euro per una mostra allestita in fretta) ma per l’esuberanza del titolo: Maestri Italiani del XX secolo…a prenderli sul serio si rischia di credere che l’italia nell’era del Jazz si sia eclissata nell’oblio dell’arte!
…si poteva fare molto di meglio!
endoscopy says : I absolutely agree with this !