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Intervista a Fernando Savater

17 maggio 2010

Fernando Savater, nato a San Sebastián il 21 giugno 1947

Fernando Savater è una delle voci più autorevoli della cultura europea. Scrittore e filosofo spagnolo, nato a Madrid nel 1947, è autore, tra gli altri, di Etica per un figlio (1991) e Politica per un figlio (1992): il suo ultimo volume è La confraternita della buona sorte (2009).

L’intervista di Valerio Pierantozzi.

Professor SAVATER, la modernità e le tecnologie come e-book e Ipad cambieranno l’approccio delle nuove generazioni al libro e alla lettura?

“Il libro in realtà è un’invenzione relativamente recente, di 500 anni fa. Fra qualche anno magari non ci sarà più il libro come supporto fisico ma l’importante è che continui la letteratura. Addirittura può accadere che con le nuove tecnologie i ragazzi, tramite i blog o le chat, si appassionino di più alla lettura e alla scrittura”.

Il diffondersi di internet ha creato un nuovo linguaggio che ha cambiato radicalmente anche il modo di comunicare. Questo influisce nella scrittura di un libro?

“Certo. Anche il giornalismo o la televisione hanno influito nella letteratura. Nei classici ci sono lunghe pagine descrittive che ora non servono più, proprio perché tutti sappiamo già come è fatto un certo luogo grazie alle immagini. Allo stesso modo le nuove tecnologie cambieranno il linguaggio portando qualcosa di nuovo e cancellando qualcosa di vecchio”.

Lei è uno studioso di etica. C’è ancora posto per la filosofia in un mondo iper-tecnologico come il nostro?

“Noi pensiamo che il nostro mondo sia tecnologico, e lo è. Ma tutti i mondi sono stati tecnologici a loro modo. La filosofia non ha bisogno di un mondo specifico per avere spazio, si adatta alla realtà che trova”.

Lei ha scritto Etica per un figlio e Politica per un figlio. In che modo si può avvicinare un adolescente odierno a temi come questi?

“Sono stato professore di filosofia per 39 anni e non ho mai incontrato adolescenti che non siano stati interessati a questi argomenti. Solo magari non sanno che si tratta di filosofia. Tutti gli adolescenti, con un linguaggio o con un altro, parlano di temi quali l’amore, la vita, la morte, la libertà o il passare del tempo. Credo che sia molto più facile in realtà far interessare un giovane alla filosofia che non un adulto”.

È possibile vivere la politica in modo etico, o tutti i politici che lo affermano dicono in realtà una grande ipocrisia?

“L’etica ha dei valori, la politica ne ha altri. Ci sono politici buoni e altri meno buoni. Se un politico buono è anche una persona onesta e moralmente retta, tanto meglio per lui. Ma da un politico ci si aspetta che sappia fare bene il proprio lavoro. Il dittatore portoghese Salazar, per esempio, era una persona irreprensibile sotto il profile morale, ma poi attuava una politica spietata e crudele. Penso che giudicare un politico per quello che fa nel suo privato non sia nemmeno tanto giusto: se uno è un buon politico non conta se ha un comportamento etico. Certo, è comunque più facile che una persona onesta nel privato sia onesta anche nel suo lavoro politico”.

(Fonte: Salone del Libro di Torino)

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