Posts contrassegnato dai tag ‘gregory corso’

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And the Hippos Were Boiled in their Tanks

13 aprile 2012

William Burroughs nel 1981

Prossimamente. Read the rest of this entry ?

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Ingoiando stelle baldracche

14 ottobre 2011

Salvare il cielo

con la velocità di un Blake qualsiasi

con i tuoi tre minuscoli cuori Read the rest of this entry ?

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Il Kentucky nella bocca di Dio

18 giugno 2011

San Francisco, City Lights (foto di Leopoldo Papi, 2009)

Ad appoggiare schiene fredde

sui sedili in legno del Kentucky mai visto

ci voleva abilità

e abbastanza veleno negli occhi per vedere

ciò che non era mai stato: Read the rest of this entry ?

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Pull My Daisy

15 aprile 2011

Un film di Robert Frank e Alfred Leslie.

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Here lies One

27 ottobre 2010

Roma, cimitero acattolico, settembre 010

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Nel cuore altre bombe nasceranno

20 settembre 2010
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Matrimonio (di Gregory Corso)

7 settembre 2010
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Ginsberg scatti beat

25 maggio 2010

- scritto per Repubblica da Antonio Gnoli -

Il poeta della controcultura americana fotografò per anni i protagonisti della generazione ribelle, annotando a mano ricordi, impressioni, battute. Un album di famiglia che ora torna alla luce con un libro e una mostra.

Fu il primo mucchio selvaggio che l´America del secondo dopoguerra conobbe. Nessuno tra San Francisco e New York somigliava ai suoi componenti: giovani con la trasgressione nel sangue, e la mente altrove. Vestivano dimessi o in fogge orientali. A volte erano nudi e promiscui. Alcuni geniali, altri solo a rimorchio. Si chiamò Beat Generation, e pochi allora immaginarono che quel movimento culturale sarebbe diventato un brand, capace di imporsi in tutto il mondo. Read the rest of this entry ?

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Bomb

11 maggio 2010

Incalzatrice della storia Freno del tempo Tu Bomba
Giocattolo dell’universo Massima rapinatrice di cieli Non posso odiarti
Forse che l’odio il fulmine scaltro la mascella di un asino
La mazza nodosa di Un Milione di A.C. la clava il flagello l’ascia
Catapulta Da Vinci tomahawk Cochise acciarino Kidd pugnale Rathbone
Ah e la triste disperata pistola Verlaine Puskin Dillinger Bogart
E non ha S. Michele una spada infuocata S. Giorgio una lancia Davide una fionda Read the rest of this entry ?

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C’est la vie

5 maggio 2010

foto(montaggio) di Erik Johansson

Li portavano via ad uno ad uno, mentre piangevano sconfitti dopo brevi lotte impari. I soldati del V reggimento erano astemi, come tali non potevano colpirlo insieme agli altri. Così vedeva tutto un popolo divorato dalla fauci dello Stato quasi da intoccabile, come fosse un fantasma. Perchè lui era sempre ubriaco e triste. E non aveva mai osato mettere in dubbio l’autorità – come gli altri – semplicemente perchè non ricordava ci fosse, un’autorità. E loro – i soldati – quelli dell’ultimo reggimento sopravvissuto all’ultima pace armata, lo lasciavano in pace. Tanto era sempre ubriaco. Read the rest of this entry ?

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