Posts contrassegnato dai tag ‘gregory corso’

Ingoiando stelle baldracche
14 ottobre 2011Salvare il cielo
con la velocità di un Blake qualsiasi
con i tuoi tre minuscoli cuori Read the rest of this entry ?

Il Kentucky nella bocca di Dio
18 giugno 2011Ad appoggiare schiene fredde
sui sedili in legno del Kentucky mai visto
ci voleva abilità
e abbastanza veleno negli occhi per vedere
ciò che non era mai stato: Read the rest of this entry ?

Ginsberg scatti beat
25 maggio 2010- scritto per Repubblica da Antonio Gnoli -
Il poeta della controcultura americana fotografò per anni i protagonisti della generazione ribelle, annotando a mano ricordi, impressioni, battute. Un album di famiglia che ora torna alla luce con un libro e una mostra.
Fu il primo mucchio selvaggio che l´America del secondo dopoguerra conobbe. Nessuno tra San Francisco e New York somigliava ai suoi componenti: giovani con la trasgressione nel sangue, e la mente altrove. Vestivano dimessi o in fogge orientali. A volte erano nudi e promiscui. Alcuni geniali, altri solo a rimorchio. Si chiamò Beat Generation, e pochi allora immaginarono che quel movimento culturale sarebbe diventato un brand, capace di imporsi in tutto il mondo. Read the rest of this entry ?

Bomb
11 maggio 2010Incalzatrice della storia Freno del tempo Tu Bomba
Giocattolo dell’universo Massima rapinatrice di cieli Non posso odiarti
Forse che l’odio il fulmine scaltro la mascella di un asino
La mazza nodosa di Un Milione di A.C. la clava il flagello l’ascia
Catapulta Da Vinci tomahawk Cochise acciarino Kidd pugnale Rathbone
Ah e la triste disperata pistola Verlaine Puskin Dillinger Bogart
E non ha S. Michele una spada infuocata S. Giorgio una lancia Davide una fionda Read the rest of this entry ?

C’est la vie
5 maggio 2010Li portavano via ad uno ad uno, mentre piangevano sconfitti dopo brevi lotte impari. I soldati del V reggimento erano astemi, come tali non potevano colpirlo insieme agli altri. Così vedeva tutto un popolo divorato dalla fauci dello Stato quasi da intoccabile, come fosse un fantasma. Perchè lui era sempre ubriaco e triste. E non aveva mai osato mettere in dubbio l’autorità – come gli altri – semplicemente perchè non ricordava ci fosse, un’autorità. E loro – i soldati – quelli dell’ultimo reggimento sopravvissuto all’ultima pace armata, lo lasciavano in pace. Tanto era sempre ubriaco. Read the rest of this entry ?













