Posts contrassegnato dai tag ‘john keats’

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In mancanza di agnelli e di figli

2 dicembre 2011

"L'Atalante" (di Jean Vigo, 1934)

Il braccio proteso come quello di un eroinomane giaceva solitario sul tavoline nero sporco di vino e cereali. Il telo arancione, a righe, giallo e arancione, se ne faceva beffe: lo sapeva fin dal primo momento che aveva iniziato a grattarsi e a sudare. Com’era dolce quel cadavere di vino, lasciato a marcire sul tappeto grigio. Sigarette tutte spente, nessun incendio stasera, nessuno. Read the rest of this entry ?

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Elogio della cenere

30 novembre 2011

"Hyperion" (di John Keats, 1818-19)

Tra i lunghi capelli

chiamati deserto,

allievo e maestro si nutrono di fiori di tabacco Read the rest of this entry ?

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Il Kentucky nella bocca di Dio

18 giugno 2011

San Francisco, City Lights (foto di Leopoldo Papi, 2009)

Ad appoggiare schiene fredde

sui sedili in legno del Kentucky mai visto

ci voleva abilità

e abbastanza veleno negli occhi per vedere

ciò che non era mai stato: Read the rest of this entry ?

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Romance and Scandal

1 giugno 2011

© 2010-2011 - Autumnrainxx

Switzerland is rarely thought of as a wild artistic center. Most of us recall the harsh verdict of Harry Lime, the character played by Orson Welles in “The Third Man”, who declared that the country’s most creative achievement was the cuckoo clock. It wasn’t always so. A few centuries ago, Europe’s most adventurous bohemians flocked to Lake Geneva on the Swiss-French border to savor its inspiring mountain scenery and liberal political climate. The most notorious group arrived from England in May 1816, led by the 28-year-old celebrity poet George Gordon, Lord Byron. Read the rest of this entry ?

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Lamia

13 marzo 2011

Le lamie dell’antichità greca erano figure in parte umane e in parte animalesche, rapitrici di bambini; fantasmi seduttori che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne. Venivano spesso chiamate anche empuse, sebbene il mito delle empuse, figlie o serve di Ecate, avesse origini differenti. Read the rest of this entry ?

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Il raro fiore e l’immensa idea

9 novembre 2010

William Blake, "Ancient of Days (God as an Architect)" (1794)

scritto da Gaetano Veninata per Pagine dal Sud

“Il raro fiore e l’immensa idea”: basterebbe questo semplice titolo per aprire vasti spazi ad un’analisi originale e poco esplorata dalla critica del rapporto tra la poetica del giovane Keats (morto a soli 26 anni) e quella del “maledetto” Baudelaire. Due figure ribelli, straordinarie, due poeti veri. Non è un caso che due grandi  scrittori siciliani, Gesualdo Bufalino e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, abbiano dedicato ai due parole d’ammirazione, veri e propri omaggi artistici. Bufalino, con una lunga e sentita introduzione a Les Fleurs du Mal, grazie alla quale ,presi per mano da un altro siciliano, ci si orienta nel tormentato universo poetico baudelairiano; Tomasi di Lampedusa, con queste dolcissime parole:

Talvolta appaiono sulla terra degli esseri che riflettono nella loro esistenza una luce più che umana. […] Fra gli angeli io ritrovo Raffaello e Masaccio, Mozart e Hölderlin, Rimbaud e Maurice de Guérin, Shelley, Marlowe e Keats. Read the rest of this entry ?

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Here lies One

27 ottobre 2010

Roma, cimitero acattolico, settembre 010

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Shakespeare fuori dal nulla

19 settembre 2010

George Cattermole, "Lady Macbeth" (1850)

scritto da Nicoletta Tiliacos per Il Foglio

Per Nadia Fusini, anglista raffinata, scrittrice e traduttrice di Beckett e di Keats e a lungo docente di Filologia shakespeariana alla Sapienza di Roma, quello che ha appena pubblicato è davvero il libro della vita, come dice al Foglio, il frutto di molti anni di tentativi più volte avviati e poi aggirati, “perché le cose a cui teniamo di più sono le più difficili da affrontare”. Read the rest of this entry ?

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Bright Star

11 giugno 2010

Per John Keats la capacità negativa è l’essere in uno stato d’incertezza, dubbio e mistero, senza lasciarsi prendere dall’irritazione, dalla smania di sapere e dall’umiliazione di non sapere; cosi “l’albero ed il ruscello sopportano a dicembre il clima ostile alla loro bellezza, e sono esempi di quel “sentire di non sentire”.

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Ode to melancholy

26 novembre 2009

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