Posts contrassegnato dai tag ‘maldonian’

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Ritratto maldoniano di un esule inconscio (quarta parte)

3 aprile 2012

David Cronenberg sul set di "Crash" (1996)

leggi la prima  la seconda e la terza parte (questo racconto è figlio del ciclo maldoniano)

leggi la primala seconda e la terza parte della versione alternativa (di Moises Di Sante)

Il vecchio ungherese si accese una sigaretta e pensò a quando da piccolo amava mangiucchiare le scarpe di suo padre. Read the rest of this entry ?

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Difenderemo i vostri nei

25 marzo 2012

 

- Non possiamo darle una pistola se ne rende conto vero? Come possiamo fidarci di lei? Ha fatto fuori due nostri agenti, per l’amor del cielo vuole collaborare? Read the rest of this entry ?

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Ritratto maldoniano di un esule inconscio (terza parte)

30 gennaio 2012

leggi la prima e la seconda parte (questo racconto è figlio del ciclo maldoniano di Villa Telesio)

leggi la prima e la seconda parte della versione alternativa (di Moises Di Sante)

“Ecco, io…dovevo portare questo a voi, credo” Read the rest of this entry ?

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Ritratto maldoniano di un esule inconscio (seconda parte)

22 gennaio 2012

Francisco Goya, "Due vecchi che mangiano" (1820-23)

leggi la prima parte (questo racconto è parte del ciclo maldoniano di Villa Telesio)

leggi la prima parte della versione alternativa

“Sai dove ti trovi, ragazzo?”

“Vi ho detto che non capisco un cazzo di quello che dite, che lingua è? Yiddish?” Read the rest of this entry ?

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Tradimento

29 novembre 2011

"Tetsuo: The Iron Man" (di Shinya Tsukamoto, 1989)

Il nonno, bellezza, lo ricordi?

Lo ricordo bene nudo
su una specie di culla
tra le mani giovani
cavi Read the rest of this entry ?

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Ritratto maldoniano di un esule inconscio (versione alternativa)

20 novembre 2011

Crash -Cronenberg-

(leggi la prima versione)

La visione notturna  della vecchia carponi lo scosse a tal punto da fargli perdere il sonno per notti intere, l’appetito va da sé si fece una nauseante abitudine nervosa. Read the rest of this entry ?

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Ritratto maldoniano di un esule inconscio

19 ottobre 2011

Ciclo maldoniano

“La radio augurava il buongiorno a Mario T, preannunciandogli pioggia e il rilascio di 300 prigionieri palestinesi in cambio di un soldato israeliano. La sua reazione fu un clic di addio alla piccola compagna tecnologica, mentre con mano assonnata si accendeva una sigaretta: la strada scorreva ingombra di ferro e carne, giù giù fino a via Zanzotto”. Read the rest of this entry ?

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La sabbia sa di marzapane (quarta parte)

10 luglio 2011

"Naked Lunch" (di David Cronenberg, 1991)

(leggi La sabbia sa di marzapane: 1,2,3)

Rodolfo Kandle aspettava fumando che venissero a prenderlo. Si era seduto nella poltrona del suo piccolo ufficio da amministratore, nel condominio del IV Settore. Il registratore di sogni taceva da quando quel figlio di puttana di Giulio Gheel era riuscito a fuggire. Nessuno sognava, adesso, proprio come voleva la Macchina: ma la fuga del giovane 27enne dimostrava il contrario. Kandle aveva fallito, su tutta la linea. Non sapeva cosa gli avrebbero fatto, giù al Tribunale Misto. Ma provava quasi una sorta di pace interiore, pensando alla vista che si godeva dall’aula Disbrigo Pratiche Umane. Read the rest of this entry ?

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Ma la sabbia sa di Marzapane? (versione alternativa, terza parte)

2 aprile 2011

(leggi la prima e la seconda parte  – alternativa)

Rosa Ferenczi  accarezzò i suoi peluche timidamente adagiati in un letto di rose e lenzuola profumate,lo sguardo rivolto alla sacca della dialisi. Nel bianco silenzio di una camera infantile monitor e cellule dati gracchiavano innervosendo la “bambina”. Singhiozzando  il vecchio omosessuale si asciugò le lacrime e guardandosi allo specchio strinse forte forte al petto il coniglietto Bunny. La piccola riflessa aveva paura. Read the rest of this entry ?

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La sabbia sa di marzapane (terza parte)

31 marzo 2011

Naked Lunch (1991)

(leggi la prima e la seconda parte)

Kandle bussò alla sua porta timidamente, impaurito dal fiato dei due mastini che dietro di lui, insieme all’androide Kimber04, attendevano. Bussò tre volte, senza ottenere nessuna risposta. La femmina di androide lo spostò di peso, spingendolo alla sua destra. Aprì con un calcio la porta e puntò gli occhi inespressivi verso la finestra aperta. “Cristo…”, pensò Rodolfo Kandle: qualcuno era fuggito dal suo condominio nel IV Settore, c’era la pena capitale per questo. L’androide fece un balzo fuori dalla finestra e lasciò un mortificato Kandle solo con i due mastini. Ora era fottuto per colpa di quel pazzo, “fottuto”, pensò il povero amministratore di condominio. Read the rest of this entry ?

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