Posts contrassegnato dai tag ‘matteo zola’

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Nuovo (di Matteo Zola)

17 aprile 2012

Edward James (foto di Man Ray)

Ieri

ho messo su la maschera, trasudata nel viso, e fa silenzio adesso la faccia

mentre negli occhi è temporale, che ne è stato di quando avevo un sogno

- viverli tutti – resta un monumento

d’amore Read the rest of this entry ?

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Collanine (di Matteo Zola)

28 febbraio 2012

(foto di TheAlieness, Flickr CC)

Era un’amore dalle gambe corte, ma saltavo quattro a quattro

i gradini dei tuoi pensieri

quando aprivi la porta al campanello

su dalle scale fino alla porta Read the rest of this entry ?

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Acronimi (di Matteo Zola)

22 febbraio 2012

Marcel Duchamp, "Allevamento di polvere" (1920)

Vorrei essere di quelli che scrivono

tivibì ed acronimi, consonanti primitive, protovolgari ma

sao ke kelle terre, ke xdonano

anche le mie gote – gotiche – avranno ancora pena

dei miei punti deboli. Read the rest of this entry ?

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Geometrie d’anatre (di Matteo Zola)

13 novembre 2011

"Il settimo sigillo" (di Ingmar Bergman, 1957)

E la tua mente impegnata in formule

ellissi del pensiero

e geometrie d’anatre per emisferi australi, afriche

boreali

rinchiuse migrazioni dello spirito, e scagliare un lampo

d’emozione non basterà a garantirti

il tuono d’amore. Read the rest of this entry ?

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Un nuovo nome quasi (di Matteo Zola)

7 novembre 2011

©2007-2011 - barrelmaker (deviantART)

E Gianissa non dava sul mare, città troppo giovane

di stazioni pendolari. Non sapeva degli orari

in cui fuggire nuovi volti, stupiva gli archivolti

quando parlava al vento Read the rest of this entry ?

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Vento chiuso (di Matteo Zola)

9 luglio 2011

Torino, via Pietro Micca

Solo il vento per barriera ma venduto in un’ora
in cambio d’un tempo
che sa di sterpi e rovesci, lisci capelli e altre mani
senza fiato e mille impronte
confuse. Read the rest of this entry ?

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Cacciata dall’Eden (di Matteo Zola)

30 giugno 2011

"Famille italienne ayant perdu ses bagages", Ellis Island (1905)

Ho lasciato il campo di lino, coperta leggera, e ho seguito

gli schiavi cantando, hanno grilli sulle ginocchia

che battono come ferro

fabbri delle catene, e tu dov’eri – Read the rest of this entry ?

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Ti ‘t saveisi la me tèra (di Matteo Zola)

10 aprile 2011

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- Canson ëd l’emigrant -

Ant ‘l cheur ‘d la bestia, ant la man ‘d la vegia
ti ‘t saveisi la me tèra: blässura ‘d brin-a
e seugn ëd negia darera colin-a, la me tèra

l’è andoa ‘l doni san ed vis
ma ‘l ciel l’è nis ëd paroli grami.

La me tèra l’è ombra che la s’ciara, l’è seira
che la sponta, l’è rabia che s’asconda, paura furestera,
l’è cri che ‘l losna al man
dasté d’andè lontan. Read the rest of this entry ?

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L’insaziabilità del male

8 gennaio 2011

Witkiewicz, potrait

scritto da Matteo Zola

Il salotto degli orrori

Quando aveva ospiti, Stanislaw era solito condurli nel prediletto salotto di casa, ove un personale museo degli orrori accoglieva il visitatore. Quest’ultimo, posati cappello e cappotto, veniva graziosamente fatto accomodare tra una lingua essiccata (strappata a un cadavere di neonato), un capello appartenuto alla testa di Bejilis (un ebreo russo ingiustamente accusato, nel 1913, dell’assassinio di un ragazzo cristiano) e una lettera di una ninfomane.

Queste annotazioni sono contenute tra le memorie di Witold Gombrowicz, amico di Stanislaw, per la precisione Stanislaw Ignacy Witkiewicz, uno dei pià geniali scrittori del Novecento, e pittore e filosofo, polacco -come molti geniali scrittori- nato a Varsavia nel 1885, morì alle soglie della catastrofe, nel 1939. Era il 18 settembre. Quel giorno l’esercito sovietico invase la Polonia. Read the rest of this entry ?

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Porta Palazzo (di Matteo Zola)

7 ottobre 2010

Asanteman (1701-1896)

Stanotte un regno africano -Ashanti

delle sabbie mauritane-

monterà i banchi al mercato palatino: Read the rest of this entry ?

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