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La fuga (di Valerio Pierantozzi)

13 ottobre 2011

(fonte: Flickr)

Ieri sono andato su un sito porno. A un certo punto è spuntata una finestrella in basso con la foto di una procace e avvenente fanciulla, con la scritta: “Sono arrapata e sono sola. Vogliamo incontrarci? Anche io a Milano”. La cosa mi ha destabilizzato. Beh, insomma, per tutto questo tempo ho creduto di essere a Torino e quindi non è un boccone facile da digerire l’apprendere di aver sbagliato città per tutti questi anni.

Poi ho pensato che se le ragazze si rivolgono a me così, vuol dire che posso farlo anche io. Sono quindi uscito di casa con la ferma intenzione di chiedere alle prime tre persone che mi capitavano davanti di venire a letto con me. La prima era una turista giapponese che non ha capito cosa dicevo. La seconda era una vecchia che mi ha tirato un’ombrellata sulla testa. La terza persona che passava però era un magrebino che, appena ho detto “Ehi, anche io sono a Milano. Vuoi venire a letto con me?”, ha iniziato a inseguirmi per pestarmi. Io sono fuggito, ma lui mi ha inseguito fino a piazza Vittorio. Lì però ho preso un taxi e sono tornato a piazza Castello. A quel punto lui mi era avanti, non più dietro, e quindi di fatto ho iniziato a inseguirlo io per farmi pestare. Non se l’aspettava, così l’ho fregato.

3 commenti

  1. 🙂 m’è piaciuta!!!!
    lo sai che per non essere pestati si attacca il nemico sempre per primi?
    mai fuggire! ….attaccare sempre!
    buona giornata…..
    Quando posti racconti così espliciti, ti capisco meglio.🙂

    vento


  2. poi è arrivato un giornalista bergamasco, ha guardato il magrebino e gli ha detto: “vai, vai magrebì”. Nel frattempo una veneta di Bassano ha convinto la giapponese a venire a letto con te – solo che erano la stessa persona – e la vecchietta, andata a chiamare rinforzi, si è presentata con il figlio – inspiegabilmente vecchio anche lui – che ti ha minacciato con un bastone. Un ubriacone gli ha dato del frocio, del mafioso e lo ha minacciato di sparargli (ma non è vero). una toscana animalista vomitava nel bagno di un locale mentre una genovese giustizialista faceva di no col ditino alle proposte sessuali di un poeta venduto alle logiche del mercato dalemiano (la compravendita dei poeti è molto peggio di quella dei parlamentari). Appesi ai Ganci i fratelli Rosselli, reduci da un gran pasto, Satolli al loro Acme, invocavano le grazie di un Preite o dei Papi. Da lì passava un Montanaro di Zola con la sua pecora Bianca: nulla avrebbe potuto salvarli, nè l’intervento di Voltron nè quello di Daltanius. Forse due Mazzinghi.


    • bella



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