h1

Elogio della cenere

30 novembre 2011

"Hyperion" (di John Keats, 1818-19)

Tra i lunghi capelli

chiamati deserto,

allievo e maestro si nutrono di fiori di tabacco

mentre le loro spose,

di seta,

intrecciano sensazioni da vendere nell’aldilà

al prezzo di un’oasi e due cammelli di zucchero.

Avvolti nelle vesti sacerdotali

affrontano scale di diverso colore

mutando forma nell’amplesso dei versi

e sussurrano:

“Dio, il tuo tempio è falso,

ma ha un buon profumo,

e di questo ti ringraziamo”.

Nella notte di marzapane

si schiudono ricordi

per poeti anziani,

forgiati nelle intemperie

di vite che nessuno ricostruirà:

sono troppo pochi

i bisogni dei piccioni

per sommergere aquile di pietra.

Nonostante il deserto,

l’acqua si fa soffocante.

One comment

  1. che bella, una strana metafora della vita.
    sempre più complicati voi telesiani!
    baci



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: