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“Come ti senti, amico fragile?”

5 dicembre 2011

Piedi freddi su pavimenti universitari

come se il tempo valesse solo per voi

– e in effetti è così, illusi –

ce ne stiamo a gestire

la nostra carne

nelle macellerie dei bar

dove ci fanno a fette

quegli stronzi dei fratelli

che abbracciamo domenica pomeriggio

quando siamo bustine di thè

infuse nell’acqua piovana

di metropoli immature.

Oh, guarda, piove

piovono sputi ogni sabato sera

sugli spiritosi del marciapiede

che sono militari del “come ti senti, amico fragile?”

Non male,

ho solo un colorito strano,

e potrei provare a dirvi qualcosa sull’inesistenza

del buio:

ma non ho voglia nemmeno

di finire in un bicchiere

senza nemmeno un briciolo d’arancia.

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3 commenti

  1. Mi piace.


  2. interessante qui…
    ci torno. Sicuro.


  3. Forte tutta questa fragilità. Amara e cosciente. Dora.



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