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Meringhe per ciechi

16 febbraio 2012

Bernardo era cieco perché non vedeva, Tezio era deforme perché aveva due bocche. Tezio il deforme era una merda d’uomo, ogni suo poro ostruito da sebo emanava mediocrità. Quando parlava Tezio il deforme sembrava di ascoltare un disco dei Rolling Stones al contrario perché le due bocche, una dentro l’altra modulavano la voce in modo diverso. Bernardo era si cieco ma non proferiva neanche parola, era un tipo taciturno, ma tutti dicevano: “eccheccazzo ma sto ciechino è pure muto?!”. Bernardo era il coinquilino di Tezio e dipendeva in tutto e per tutto da lui. Tezio la merda trattava con arroganza e disprezzo il povero cieco e lo chiamava “ritardato” tanto per sfogarsi un po’, poi mosso a compassione gli faceva mangiare delle meringhe. Tezio un giorno ebbe un’idea veramente scema: “ Ritardato, perché non ci costruiamo una mongolfiera? Tu fai quello che ti dico perché non capisci un cazzo” (l’idea gli era venuta leggendo un inserto per bambini del Corriere dei Piccoli : Costruisci una Mongolfiera che vola davvero!)

 

Finale Ufficiale

Dopo settimane passate a costruire una mongolfiera a grandezza naturale si ritrovarono sul tetto del palazzo. All’accensione del combustibile l’aereomezzo prese fuoco come un cerino. Tezio riuscì in extremis a saltar fuori e scampare al rogo. Bernardo non potendo vedere una via di scampo  bruciò come un bonzo Tibetano. “ Dio santissimo Bernardo possibile che tu riesca sempre a rovinare tutto? Ora mi mangerò le tue meringhe imbecille!”

 

Finale Alternativo

All’accensione della caldaia Tezio vide sprigionarsi le fiamme. In preda al panico cercò di afferrare la corda dell’ancoraggio ma il capo era sciolto, Bernardo era sparito dal tetto del palazzo. La mongolfiera precipitò con lui schiantandosi in fiamme. Bernardo il cieco apparve allora con una scatola di meringhe in mano; “come va Tezio? Ero sceso un attimo a prendere i dolci per il viaggio..”

 

Director’s Cut

Tezio appoggiò a terra la vecchia radio Audiola e vi introdusse una cassetta di Tito Puente.

Come il mambo si fece incalzante Tezio il deforme si mise gli occhialoni da aviatore e rivolgendosi a Bernardo disse: “ Dai scemo andiamo, senti che ritmo, è la nostra giornata!” Bernardo impietrito estrasse una scatola di meringhe dallo zaino e ne addentò una, l’urina incominciò a bagnargli i pantaloni –Maccheccazzo ti pisci sotto? Hai paura?! Vado senza di te allora! Tezio il deforme prese lo slancio e volò come un angelo sulla mongolfiera che però mancò di poco. I passanti non riuscirono a capire neanche l’ultimo grido di terrore di Tezio il deforme, le due bocche oramai gridavano a caso.

5 commenti

  1. […] Meringhe per ciechi (leggi) […]


  2. sei una merda


  3. Il terzo finale è bellissimo. Davvero, mi ricorda un po’ Gauguin e un po’ Eschilo, con delle venature ironiche tipiche del primo Schleiermacher. Bravo!


  4. E’ vero, sei proprio una merda!


  5. Poveri piccoli borghesucci, avete scoperto di avere degli scarafaggi dentro le orecchie e siete terrorizzati al pensiero che possano vedere per voi scavandovi nel cervello. Non temete, ritardati, santi, mignotte e donne anoressiche nascondono tra le dita un segreto messianico che non ci diranno, preferiscono sembrare dei perdenti.. Brindate al mio racconto, ogni finale un sorso, fino alla gola, fin dentro alle budella!!!!



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