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Collanine (di Matteo Zola)

28 febbraio 2012

(foto di TheAlieness, Flickr CC)

Era un’amore dalle gambe corte, ma saltavo quattro a quattro

i gradini dei tuoi pensieri

quando aprivi la porta al campanello

su dalle scale fino alla porta

per noi il tempo non costava uguale, non valeva

niente

la scorta dei baci e scintillavano i passi

dei tacchi ed il trucco sorriso celava

la morta realtà del nostro bitume

quotidiano rifiuto del vero, è durato fino al domani

poi d’inverno si son fatte le mani, gelide

stalattiti dai polsi, dagli occhi

e una lingua di ghiaccio

a raggelare parole

e pensare che fu grande l’onda

che ci prese rompendoci il guscio

conchiglie ora buone soltanto per collanine

– cappio della speranza.

One comment

  1. Le ricordo le stalattiti ai polsi, e l’onda era stata grande davvero. Hai reso bene l’idea, scrittore di versi e momenti, di menti, di asistolie del cuore.



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