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Un giorno

19 maggio 2012

di Ingeborg Bachmann (1926-1973)

Un giorno di cui non dirai nulla

Veder nero

Arriva il giorno in cui si vede nero

si fa colazione coi morti

dalla finestra sale la nebbia

tu [—] la chiave perduta

Giorno in cui si vede nero

la colazione con il lezzo scialbo favorisce pensieri di morte

dalla finestra sale la nebbia.

la mattina è spezzata da chiamate

intercontinentali e pensi tremando

al lavoro (Ma quale?)

Fai qualche commissione e corri a perdifiato

per la città. Mezzogiorno [—] dolori

e stanchezza, pranzo per noia

e a minuti il sole. Vorresti

amare qualcuno ma nessuno

di “loro”.

(brano tratto da “Non conosco mondo migliore”, Guanda 2010)

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