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Anulare (di Matteo Zola)

20 settembre 2013
Sebastian Droste and Anita Berber, 1920

Sebastian Droste e Anita Berber, 1920

E strappiamoci dalle nostre speranze, non ci sono
terrazze sul mare, solo un acquario in cui nuotare
illusi
d’oceani – la vita
me la porto al dito. E resto muto, strappiamoci
dalle nostre parole, non ci sono emozioni da dire
solo sentimenti salariati
che le masse chiamano amore.

Ma quel che veramente s’ama non si strappa
e sapremo d’alberi e Dafne la fuga, sulle nostre tempie
d’alloro
pulsare formiche. La nostra vita
come un’offesa, un tradimento, un coltello
legatela al dito
per non dimenticarla. E l’anello inciso di nomi,
ma nudi
e basta. Che non siano sinonimi di futuro, poesia,
o altre bellezze. Non ci sono terrazze sul mare

ma abisso e cicatrice, miraggi a dissetare,
lacrime di Nietzsche.

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