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Emigré (di Matteo Zola)

6 ottobre 2013
Giovanni Battista Bracelli, "Bizzarie" (1624)

Giovanni Battista Bracelli, “Bizzarie” (1624)

Ma è ancora tempo
per un tempo illuso: troppi occhi al guinzaglio
su soffitti colorati

immaginati colorati

come cieli tersi (persi) e dimenticati
in fondo al cuore.

Quindi vado, rispondo all’appello
pioverà molto, e partire ha una mistica
d’esilio
(ombrello, dove?) utile a darsi un tono

così piango sulla terra collina
lo strappo – che non sembri che scappo
o diserto – soono troppo esperto d’inganni
per perdermi
questa ipocrisia da patriota

italiota

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