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Poesia privata

16 novembre 2014

poesia privata

La mia mano

sai che è fatta di pane

eppure non la mordi,

non ne hai bisogno;

ti accontenti del respiro,

del fiato che mi rimane;

e io, che odori di cometa

nemmeno me ne accorgo

perché ho lasciato gli occhi

a un bambino che mi assomigliava,

e neanche il naso

mi funziona molto bene.

Come vedi,

non c’è da meravigliarsi

se ora sbatto contro i tuoi occhi:

è che mi sembra di essere

in una corsia d’ospedale

quando nasce un bambino.

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