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Frammenti per un poema ragusano

18 luglio 2016
Il grande sole (di Franco Cilia)

Il grande sole (di Franco Cilia)

Dylan Thomas da rileggere,
mentre continuo a ritrovare
nella tana alla fine dell’Europa
orologi fermi al 1984
e immagini –

di quando conoscevo le pietre dell’anfiteatro
e tutte le vacche di mare
lacrimavano sangue tra le mie mani;
ed ero circondato da pochi vecchi fidati consiglieri,
e tanti poveri idioti
a sverginarmi
nella mia ingenua beatitudine di ladro-poeta;
con le anatre immaginate a starnazzare sotto casa,
un ex cacciatore peloso e servile
(ma era un secolo fa,
ero magro come un fagiolino),
piedi rossi sulla sabbia,
e le albe indecenti,
le corse verso la bruttezza,
immersi fino al collo nella bruttezza,
con l’ignoranza borghese
e la falsità tutta d’un tratto
come schiuma marina
e bava alla bocca:

ma non era possibile fare altrimenti,
meritarsi l’isola non mi era possibile,
con la debolezza dei miei sorrisi
la pochezza della mia corte.

Soprattutto,
la mancanza di una vera casa
dove far riposare i miei denti stanchi
dopo 18 anni di perché.

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