Posts Tagged ‘Milano’

h1

AM (1931-2009)

21 marzo 2016

alda-merini2

h1

Lucca Comics & Communists

2 novembre 2012

Lettera trovata all’interno di un vecchio fumetto alla fiera di Lucca Comics and Games

h1

Mi fa male il mondo

11 settembre 2012
h1

La fuga (di Valerio Pierantozzi)

13 ottobre 2011

(fonte: Flickr)

Ieri sono andato su un sito porno. A un certo punto è spuntata una finestrella in basso con la foto di una procace e avvenente fanciulla, con la scritta: “Sono arrapata e sono sola. Vogliamo incontrarci? Anche io a Milano”. La cosa mi ha destabilizzato. Beh, insomma, per tutto questo tempo ho creduto di essere a Torino e quindi non è un boccone facile da digerire l’apprendere di aver sbagliato città per tutti questi anni. Read the rest of this entry ?

h1

“Quel che conta è l’idea”

29 aprile 2011

È un ferro da stiro su cui stanno incollati quattordici chiodi appuntiti l’oggetto che più si avvicina al suo immaginario erotico: usarlo per ridurre a brandelli l’abito di una donna e vederla danzare seminuda, facendo intravedere le forme del suo corpo. Ironia, sadismo, umorismo a doppio taglio: in questo oggetto – un cadeau che non tutte sarebbero pronte a ricevere – Man Ray distilla la sua vena più dissacrante, la voglia di stupire, il desiderio di disorientare. Read the rest of this entry ?

h1

Madeleine milanese

4 gennaio 2011

La pelle lacera del mattino

segnata da contraddizioni atmosferiche,

con i polmoni soffocati nel sonno

da incontri spinti con nebbie feroci

e raptus cannibaleschi

intorno al mio letto ansimante.

Nonostante ciò,

durante lezioni di geografia anatomica

sono riuscito a spiegare al sole: Read the rest of this entry ?

h1

Giallo Lingotto

4 luglio 2010

Torino, interno Lingotto

Le ombre dei raggi delle biciclette

sembrano ciocche

di capelli sciolti:

capigliature monotone e circolari,

docili abissi

che le dita facilmente riempiono

di contenuti grigio scuro. Read the rest of this entry ?

h1

The Melancholy of Shadows

14 giugno 2010

“Haiti non è estranea ai disastri, naturali o causati dall’uomo. Violenti colpi, uragani devastanti, epidemie, bande violente, alluvioni epiche, contribuiscono all’impoverimento di questa nazione caraibica. Nonostante ciò, gli haitiani hanno un`incredibile abilità di manovrare il caos che incontrano, avvicinando ogni aspetto delle loro radici: religione, cultura, musica, arte con impareggiabile passione e devozione al limite del fantastico”.

Si svolgerà dal 15 al 30 giugno 2010 la mostra fotografica di Moises Saman “Haiti, the Melancholy of Shadows”. L’esposizione, ideata da Daria Bonera, curata da Chiara Oggioni Tiepolo, sponsorizzata da Shades International, Hahnemüle e Neutral Sicav (fondo gestito da Banca Zarattini) e in collaborazione con Blackarchives, rappresenta una testimonianza dello scorrere della vita e della morte in un paese che per troppo tempo è stato dimenticato, poco o per nulla considerato, quasi negato. Haiti rappresenta l’altra metà di quel caribe allegro e musicale e spensierato che si vuole meta di vacanza e divertimento, il Bellerofonte di una Chimera dai pacchetti all inclusive. Read the rest of this entry ?

h1

Bros

20 maggio 2010

Bros, "Chernobyl"

Due articoli sulla sua arte, un’intervista a Vittorio Sgarbi, due pagine web sulle sue mostre e un catalogo delle sue opere. Sono le prove presentate dalla difesa del writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, nel processo in cui è imputato a Milano per imbrattamento in relazione ad alcuni graffiti, “per dimostrare – come ha spiegato il suo avvocato – che si tratta di opere d’arte e non di imbrattamento”. Read the rest of this entry ?

h1

Pig Island

18 maggio 2010
L'America di McCarthy fra sesso e tabù

Paul McCarthy, "Houseboat Party"

Benvenuti nel mondo “dove le cose non sono quelle che sembrano”, dice Paul McCarthy della sua mostra milanese Pig Island, l’Isola dei porci, curata da Massimiliano Gioni per la Fondazione Trussardi a Palazzo Citterio (via Brera 14, dal 20 maggio al 4 luglio). Una bottiglia di tomato ketchup alta 15 metri campeggia come un totem pop nel cortile settecentesco. Il percorso si snoda poi fra sculture storiche e spettacolari videoproiezioni in stile B-movie horror, fiumi di ketchup e sciroppo a cioccolato a mo’ di fluidi corporei, fino a Pig Island, che occupa 100 metri quadri del salone sotterraneo.

(Fonte: Repubblica.it) Read the rest of this entry ?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: